giovedì 12 novembre 2009

San Martino nelle Marche



Uno dei canti della festa di San Martino


Ieri è stato San Martino, come ci hanno ricordato i nostri amici di Cambiandostrada con un bellissimo post. E siccome per noi contadini marchigiani si tratta di una festa significativa, non possiamo esimerci dal raccontare la nostra storia.
E' il giorno in cui si aprono le botti e si assaggia il vino nuovo e si festeggia con gli amici e i parenti.
Assaggiare il vino nuovo (badate bene, non il novello che è tutta un'altra cosa) è sempre una grande scommessa perché negli anni passati spesso da esso dipendevano le finanze di una casa. Quando il baratto era l'economia più significativa (stiamo parlando di 50 anni fa, non secoli addietro), avere un buon vino significava potersi permettere scambi più vantaggiosi, oltre che una ricchezza per la famiglia. Per questo invitare gli amici nell'aia per la festa di San Martino era un piacere, una gioia, un onore ed un momento importante dell'anno. Accanto al vino non mancano le caldarroste, cioè i marroni arrostiti sul fuoco, e qualche piatto tradizionale come ad esempio la pecora in callara (una ricetta di stufato di pecora molto tradizionale delle nostre zone e dell'Abruzzo).
E ieri, nel pieno rispetto delle tradizioni, siamo andati alla festa di San Martino organizzata dai nostri amici della cantina Aurora di cui abbiamo già parlato su questo blog. Ad accoglierci, oltre agli ospitali proprietari, abbiamo trovato un nutrito gruppo di persone affaccendati in mille modi.
Ci siamo scaldati al fuoco accesso all'esterno dove venivano arrostite le castagne, abbiamo mangiato la pecora in callara prendendola direttamente dal suo calderone, abbiamo chiacchierato e conosciuto molte persone, assaggiando contemporaneamente i vini nuovi della cantina, il sangiovese e il montepulciano. Anche noi abbiamo contribuito alla festa, proprio come si faceva ai vecchi tempi, con una bottiglia di vino cotto e una crostata di mele cotogne, finita in men che non si dica.
Poi è arrivata anche la musica e con pochi strumenti è nato subito un bel clima allegro e goliardico. Fra canti tradizionali, qualche osteria e mille risate la serata è andata avanti fino a notte fonda.
Un bel modo per festeggiare un'antica tradizione che nelle campagne marchigiane è ancora molto viva e lontana dal chiasso e dai ritmi di una città.
Dal prossimo anno, anche qui al Nascondiglio, proveremo ad organizzare un momento di festa così intenso e importante.
Siete tutti invitati!!!

Pane e tempesta di Stefano Benni

Ecco una piccola novità per il nostro blog: un libro.
Non rientra nelle normali categorie di cui ci occupiamo, ma siamo in vena di cambiamenti.
I libri sono spesso la chiave per interpretare la realtà, per comprendere meglio noi stessi e per ascoltare le parole di persone più argute di noi.
Stefano Benni è per me uno dei migliori scrittori italiani (sicuramente il migliore nel suo genere). Diverte e fa riflettere fino al profondo. Racconta la nostra storia per immagini fantastiche e come un amico saggio ci mostra quello che non sempre vediamo.
Pane e Tempesta (questo è il book trailer con i disegni di LUCA RALLI e le musiche di NICLAS BENNI) è un racconto di uno dei pochi luoghi ancora veri che viene minacciato dal finto progresso economico, dalle ruspe e dal denaro. Un luogo ove i racconti sono il pane quotidiano, dove nascono e muoiono grandi e piccoli amori, dove il più vecchio del paese è tenuto in grande conto per la sua esperienza. In poche parole, un luogo dove l'Italia si è fermata a 50 anni fa.
Correte in libreria a leggerlo, non perdete l'occasione di conoscere Stefano Benni e 'Pane e Tempesta'.

domenica 8 novembre 2009

Facciamo il punto..





Da qualche settimana l'aspetto e la funzione di questo blog sta cambiando, anche e soprattutto grazie agli stimoli degli amici e dal confronto che c'è con loro.
Naturalmente questo rimarrà il blog del Nascondiglio di Bacco, il modo per comunicare le nostre iniziative, le nostre idee e per far conoscere il comune di Offida, la provincia di Ascoli Piceno e la regione Marche.
Ma ci piace essere liberi di parlare di cose differenti, dei nostri interessi, delle cose belle che ci capitano, degli amici. Insomma, come tutti, non abbiamo solo un volto o solo una passione, e questo blog, che grazie a tutti voi che lo leggete sta crescendo sempre più velocemente, porterà sempre più novità.
Continueremo a parlare del territorio e delle nostre scoperte, ma anche di cultura, magari di libri, di film (se dovesse capitare), di natura, di persone e di gastronomia. Ma ci piace tanto anche la cucina, la fantasia, l'arte, la storia... quindi non stupitevi se troverete un numero sempre maggiore di novità e di proposte.
Perché il mondo è tanto grande che non può entrare in un solo blog, ma noi proviamo a metterci sempre più cose.


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Due esempi di novità: adesso quando leggerete i post singolarmente, troverete sotto dei link con immagine a degli articoli correlati. Potreste trovare spunti interessanti, dateci un'occhio.

Sulla destra di ogni post trovate il bottone per pubblicare l'articolo sul vostro account facebook. Fate conoscere il Nascondiglio a tutto il mondo!!!!

venerdì 6 novembre 2009

Il trionfo di Bacco e Arianna





Quant'è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!


Chi vuol esser lieto sia:
di doman non c'è certezza.




Questa è uno dei componimenti poetici che mi sono sempre rimasti in mente, fin dalla prima volta che l'ho letto al liceo.
Si tratta del ritornello de 'Il trionfo di Bacco e Arianna', un componimento di Lorenzo il Magnifico, grande signore di Firenze nel 1400 e grandissimo mecenate e amante delle arti, a cui dobbiamo in gran parte lo sviluppo del Rinascimento italiano. Il 'Trionfo' fa parte dei 'Canti Carnascialeschi' che il Magnifico scrisse per esaltare la bellezza della vita nella sua perfezione. La ricerca della gioia non è edonistica, ma è il senso profondo della vita, il motivo per cui siamo stati creati dal Signore.
Volevo condividerla con voi per spiegare in qualche modo il nome del nostro agriturismo.

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Intanto ricordate i nostri indirizzi: clicca qui per iscriverti alla nostra pagina su facebook, clicca qui per diventare fan del nostro flat coated retriever Bacco, clicca qui per votarci sul sito dei b&b italiani, ed infine clicca qui per scrivere una recensione sul nostro agriturismo su Trip Advisor.

giovedì 5 novembre 2009

Wild Shoes









La sensazione di scoprire qualcosa di nuovo è una gioia profonda, sia nelle grandi cose che nelle piccole.  Guardare un'alba o un tramonto per la prima volta oppure assaporarne il profondo significato con occhi nuovi è una capacità che bisogna saper coltivare.
Da quando siamo qui al Nascondiglio, io e Dwight cerchiamo in ogni posto e ogni giorno, qualcosa che sia prezioso e importante. Piccoli eventi, persone, passioni, ideali e idee. E incredibilmente, giorno dopo giorno, mi ritrovo davanti ad uno scrigno fatto di tanti gioielli diversi che io, pur essendo nato qui, non sapevo nemmeno che potessero esistere.
WILD SHOES è un'altra di queste gemme. Gabriele è un artigiano che ha iniziato a lavorare a bottega fin da giovanissimo e che ancora oggi fabbrica in proprio delle scarpe meravigliose. Ti accoglie nel suo laboratorio con un bicchiere di vino cotto di quello buono, fatto con le uve migliori, la passione per la tradizione, e tanto tanto orgoglio. Già il vino ti mette di buon umore.
E' lunedì pomeriggio quando arriviamo da lui e lo troviamo sulla porta del laboratorio, stanco ma soddisfatto per un fine settimana molto lungo passato in Toscana a vendere i suoi prodotti nei mercati. E' appena rientrato e nonostante questo si intrattiene con noi per un paio d'ore raccontandoci la sua vita e il lavoro da artigiano della scarpa. Ha iniziato molti anni fa, e una cosa ce la dice con la sicurezza di chi l'ha provata sulla propria pelle: per fare questo lavoro ci vuole un pizzico di pazzia e molta inventiva.
E nelle sue scarpe trovi tutti e due questi elementi. Si chiamano Wild, questo è il suo marchio. E selvagge lo sono un po' davvero. Sono scarpe con un carattere, uno stile e una raffinatezza davvero uniche. Gabriele non fa prodotti uniformi, di moda. Produce secondo un suo preciso stile. E quando vedi i suoi prodotti, non riesci a non percepire la loro bellezza. Li proveresti tutti, rimani ammirato dalla dolcezza delle forme e delle linee, dalla pulizia e soprattutto dalle rifiniture.
Gabriele spiega, anche se non sarebbe necessario, perché le scarpe le produce così bene: lui ci mette passione ed esperienza di anni di lavoro.
Lo vedi il suo laboratorio: è semplice e scarno. Pezzi impilati in fase di rifinitura. Stampi e suole, pellami di vario tipo e genere. Nell'androne della casa le scatole piene di scarpe finite e messe in bella mostra. Non ci sono altre mani che quelle della sua famiglia, sui pezzi. Tutto, dal laccio all'ultima finitura, vengono completati lì.
Usciamo dal laboratorio con la gioia di aver conosciuto un artigiano, di quelli che ce ne sono sempre pochi, qualcuno dice 'sempre di meno'. Siamo coscienti di aver assistito ad un piccolo spettacolo, quello dell'uomo che grazie al suo ingegno riesce a dare una forma ai sogni, quella di un uomo che vive attraverso la propria passione.
Ve la comunichiamo, perché ci piace far conoscere persone e passioni importanti per il nostro territorio. Quando verrete a farci visita al Nascondiglio sarà un piacere indicarvi il laboratorio di Gabriele o accompagnarvici di persona.


Ecco la novità di oggi: nella colonna qui di fianco trovate lo spazio per i lettori fissi. Per iscriversi è semplicissimo: basta cliccare sulla scritta 'SEGUI'  e andare avanti con la procedura. Sarete avvisati nel modo che preferite dei nuovi articoli e delle nuove discussioni del blog.
Iscrivetevi numerosi e commentate tutti i nostri post! Aiutateci a crescere ancora un po'!







martedì 3 novembre 2009

Dal nostro libro degli ospiti

Abbiamo trascorso momenti di grande serenità in un paradiso... per dirla come una mia canzone questo posto è 'un fiore nel deserto' e qui si sta così bene che 'le ore son minuti', trascorrono piacevolmente.






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lunedì 2 novembre 2009

Santa Vittoria in Matenano


'Il cappellone degli innocenti'


Uno scorcio di un giardino


L'ingresso con la torre dell'orologio


uno scorcio dei vicoli del paese


Una domenica mattina di sole può essere il momento più adatto per scoprire qualcosa di nuovo e magico. Sono andato alla ricerca di un luogo antico e tradizionale, che parlasse la lingua della mia terra, delle mie esperienze e dei miei ricordi. Sulla mia strada ho trovato Santa Vittoria, un paese ancora immerso nei profumi e nei colori della vita vera, quella fatta di storie, racconti, piccoli borghi dove le persone si conoscono e si aiutano. Luoghi pieni di dignità, di forza e di coraggio.
Santa Vittoria in Matenano è un paese fondato secoli fa dai monaci Farfensi, una comunità che ebbe origine a Farfa, vicino Rieti. Sono una delle tante famiglie di monaci benedettini che hanno insegnato al nostro popolo a lavorare con dignità e pregare perché il lavoro non finisse senza un raccolto.
Gli stessi farfensi ne fecero un paese ricco e operoso. Costruirono un grande monastero, andato però distrutto nei secoli,  il 'Cappellone degli Innocenti' e la chiesa della 'Colleggiata', entrambe sul colle del Matenano che sovrasta la città.
Ma Santa Vittoria è un paese che va gustato partendo dal basso, dalla porta con la grande torre dell'orologio. Si lascia la macchina e si percorrono a piedi le vie di pietra e selciato. Si percorre la salita, godendo dei bellissimi scorci ad ogni angolo. Piante fiorite, giardini curati, un fico che spunta da un muro di cinta. I colori dell'autunno che macchiano di arancione e rosso gli antichi mattoni delle case. Dai portoni socchiusi escono gli odori del pranzo. Il sugo lasciato a bollire tutta la notte, la pasta fatta a mano, il pollo arrosto o il maiale al forno. Sembra di essere tornati bambini in un luogo magico e fatato. Gli odori escono sulla strada e ti colpiscono fin quasi a commuoverti. Contemporaneamente l'orologio del comune e quello della chiesa battono le 12 e i rintocchi di campane si inseguono potenti per tutto il circondario. Dall'alto della rupe vedi il panorama. La cornice dei monti in lontananza è spettacolare, lascia senza fiato. Incontri qualche coppia giovane o qualche anziano che si attarda dopo la messa.
Sembra una scena descritta da Leopardi ma senza il suo pessimismo.
Il sole è alto e caldo sulla pelle. I ricordi tornano velocemente alla mente. Sorrido e continuo a camminare.


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domenica 1 novembre 2009

Calendario di Novembre




Eccoci al nostro appuntamento mensile con il calendario-wallpaper del Nascondiglio. Ancora un mese insieme con questo panorama della vallata del nostro agriturismo. Al centro del panorama potete vedere la chiesetta di San Filippo, mentre noi siamo un po' più a destra (se riuscite a trovarci vi offriamo da bere).
L'immagine è di metà ottobre, una di quelle giornate bellissime e fredde di cui ho parlato anche in un recente post. Il momento per scattare la foto era perfetto, con i colori del tramonto che si affievolivano e i vigneti che si coloravano di tinte rossastre bellissime ed indefinite.

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L'ingresso del Nascondiglio

Panorama sud del Nascondiglio

La camera n.8

La piscina del Nascondiglio

La mappa per raggiungere il Nascondiglio di Bacco

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