venerdì 20 novembre 2009

Vogliamo crescere!



Il blog sta crescendo velocemente in questo periodo e ne siamo molto fieri. Abbiamo messo mano alla grafica con qualche bel risultato (vi piace la nuova versione?), abbiamo aggiunto il meteo qui nella barra al lato, che può essere utile un po' per tutti, soprattutto per quelli che vogliono venire in vacanza da noi. Abbiamo tolto la 'colonna sonora' che era un omaggio al grande Fonzie ma può risultare fastidiosa a chi naviga sul web, abbiamo messo in programma qualche post interessante per i prossimi giorni e qualche tema di cui ci piacerebbe parlare. Manca ancora qualcosa, come un elenco dei nostri libri preferiti o quelli che consigliamo: appena avremo una presentazione grafica adeguata lo aggiungeremo al blog.
Ma le novità più importanti riguardano voi, i nostri lettori. Prima di tutto un grazie ai sostenitori che aumentano un giorno dopo l'altro (per diventare sostenitori basta cliccare nello spazio apposito qui al fianco e registrarsi in modo molto semplice); poi grazie dei tanti commenti sui post di questi giorni e quelli dei mesi passati: ogni vostro commento ci gratifica e ci permette di interagire in maniera sempre più intensa e bella, in poche parole ci permette di crescere!
Fate conoscere il blog, mettetelo fra i vostri preferiti e condividetelo con tutti i vostri amici. Da parte nostra saremo ben felici di aggiungere il vostro blog al nostro elenco di preferiti. Il mondo del web  diventa interessante ogni giorno di più e scoprire nuovi sentieri e nuovi punti di vista è davvero coinvolgente.
D'altro canto per noi è una soddisfazione poter dire di essere arrivati quasi 28.000 visite dalla nostra 'inaugurazione' e ci piacerebbe davvero crescere sempre più velocemente.


Nel frattempo non dimenticare di votarci sul sito dei bed&breakfast o di iscrivervi al gruppo facebook del nascondiglio di bacco o quello del nostro retriever Bacco; visitate il sito ufficiale del nostro agriturismo e consigliatelo a tutti gli amici. Fra qualche giorno, una nuova offerta per il periodo invernale!

martedì 17 novembre 2009

Fonzie - Henry Winkler


Foto di gruppo con Henry Winkler, Fonzie



Foto di gruppo con Dario Cecchini e Henry Winkler



Una famosa pubblicità recita che per acquistare delle cose si usa la carta di credito, ma le emozioni non hanno prezzo.
Ho appena trascorso un fine settimana intenso e davvero bello con dei grandi amici in Toscana, sulle tracce di vini importanti come il Brunello e il Chianti, che da sempre sono la mia passione. 
L'allegria di questi giorni è una cosa difficile da spiegare. La ricerca di vini e produttori, delle loro storie e delle loro particolarità sono cose che possono unire in modo davvero particolare.
E' bello poter dedicare alcuni giorni alla propria passione, condividendola con gli amici.
In questa tre giorni abbiamo avuto il piacere e la fortuna di poter visitare Banfi e Biondi Santi, la Barone Ricasoli, Capannelle, Badia a Coltibuono, le Cantine di Greve in Chianti. Ma anche un ottimo ristorante a Volpaia, l'Osteria del Castello e la macelleria Cecchini
E proprio qui, alla fine del viaggio, abbiamo avuto la fortuna di fare un incontro davvero unico. Al nostro stesso tavolo, all'Officina della Bistecca, c'era il grandissimo Henry Winkler che tutti conosciamo col nome di Fonzie.
Per tutti un mito, l'uomo che accendeva i jukebox con un pugno, che rappresentava la ribellione e talvolta anche la saggezza di quel gruppo di ragazzi di Milwaukee che erano i protagonisti di Happy Days.
Per noi è stata un'illuminazione scoprire che oggi è un signore simpatico, disponibile in modo assoluto, allegro e divertito dai tanti italiani che su un'unica tavolata hanno cantato, mangiato, parlato e bevuto come se si conoscessero da sempre. Come ha scritto Dwight nel suo blog, ho decine di foto e ore di filmati per provare, ai tanti che non ci crederanno mai, che noi abbiamo fatto pranzo con Fonzie e che lui è stato simpaticissimo e divertentissimo.
Allora grazie ancora Fonzie per averci insegnato tanto nella nostra giovinezza e per aver dimostrato di essere una persona eccezionale anche nella vita privata e quotidiana.
EEHIIIII!

lunedì 16 novembre 2009

Ciambella al mosto - senza mosto

Visto che l'avevo promesso a Biancifiore e che ogni promessa è debito, eccomi con una ricetta un po' inventata e un po' sperimentata nel tempo.
Tutto è iniziato quando ero piccolo, quindi un bel po' di tempo fa. Mia nonna faceva una quantità industriale di dolci, tutti cotti in un bellissimo ed enorme forno a legna di montagna. Impossibile descrivere i riti (anche perché li tengo gelosamente custoditi nella mia memoria) che precedevano la preparazione del pane, delle pizze e dei dolci. Tutti cotti uno stesso giorno, insieme alle vicine che venivano portando i loro impasti e un po' di legna per collaborare alle spese.
Il lavoro iniziava il giorno prima, quando veniva fatta rinvenire la biga, cioè il lievito madre che si tramandava negli anni nella mattera in cucina. Ma questa è un'altra storia.
La ciambella al mosto era uno dei miei dolci preferiti, perfetto per essere mangiato con un tocco di cioccolato al latte o fondente, oppure spalmato di marmellata. Mia nonna lo faceva nei mesi autunnali, ma aveva anche una versione estiva, senza mosto. Questa ricetta cerca di ricostruire quella variante con qualche differenza data anche dall'impossibilità di avere un forno a legna perfettamente funzionante.

Fate prima di tutto una biga, cioè un impasto, mescolando 300 gr di farina, 35 gr di lievito di birra e 130 gr di latte (aggiungetene un poco se l'impasto è troppo denso). Lasciate lievitare in luogo chiuso (ad esempio il forno) in compagnia di un pentolino pieno di acqua bollente. Il vapore ed il calore presenti renderanno più rapida la lievitazione e l'umidità permetterà all'impasto di non seccarsi.
Prima variante: invece di una rapida lievitazione optate per una lenta; dimezzate la quantità di lievito e lasciate in luogo caldo l'impasto per tutta la notte. Il mattino dopo procedete con la seconda fase della ricetta.
Prendete la biga lievitata (sarà aumentata del doppio di volume) ed unite nell'impastatrice o a mano, 100 gr di zucchero, 4 uova (aggiungetele una alla volta facendole amalgamare, tenete un bianco da parte per la fine) e 1/2 bicchiere di olio. Impastate per alcuni minuti e aggiungete ancora 400 gr di farina e 1/2 bicchiere d'acqua (l'acqua necessaria potrebbe essere anche molta di più). Il risultato finale deve essere una palla di impasto morbida e elastica.
A questo punto potete aggiungere alcuni ingredienti sfiziosi: uvetta, canditi, gocce di cioccolato per i più golosi oppure semi di anice che danno un sapore molto tradizionale. Non è male un goccio di Anisetta Meletti o Cointreau
Dopo questa scelta si passa ad un ultimo impasto della massa fatto con le mani. Si dividono in pagnotte più piccole e i lascia riposare, sempre al caldo, per circa un'ora o più. Prepariamo il forno a 180°, spalmiamo sulla superficie il bianco dell'uovo avanzato per avere una crosta e inforniamo per 40 minuti circa, ma questo dipende ovviamente dalla grandezza delle pagnotte che avete creato e dalla tenuta del forno. Quindi non date la colpa a me se bruciate qualcosa.

giovedì 12 novembre 2009

San Martino nelle Marche



Uno dei canti della festa di San Martino


Ieri è stato San Martino, come ci hanno ricordato i nostri amici di Cambiandostrada con un bellissimo post. E siccome per noi contadini marchigiani si tratta di una festa significativa, non possiamo esimerci dal raccontare la nostra storia.
E' il giorno in cui si aprono le botti e si assaggia il vino nuovo e si festeggia con gli amici e i parenti.
Assaggiare il vino nuovo (badate bene, non il novello che è tutta un'altra cosa) è sempre una grande scommessa perché negli anni passati spesso da esso dipendevano le finanze di una casa. Quando il baratto era l'economia più significativa (stiamo parlando di 50 anni fa, non secoli addietro), avere un buon vino significava potersi permettere scambi più vantaggiosi, oltre che una ricchezza per la famiglia. Per questo invitare gli amici nell'aia per la festa di San Martino era un piacere, una gioia, un onore ed un momento importante dell'anno. Accanto al vino non mancano le caldarroste, cioè i marroni arrostiti sul fuoco, e qualche piatto tradizionale come ad esempio la pecora in callara (una ricetta di stufato di pecora molto tradizionale delle nostre zone e dell'Abruzzo).
E ieri, nel pieno rispetto delle tradizioni, siamo andati alla festa di San Martino organizzata dai nostri amici della cantina Aurora di cui abbiamo già parlato su questo blog. Ad accoglierci, oltre agli ospitali proprietari, abbiamo trovato un nutrito gruppo di persone affaccendati in mille modi.
Ci siamo scaldati al fuoco accesso all'esterno dove venivano arrostite le castagne, abbiamo mangiato la pecora in callara prendendola direttamente dal suo calderone, abbiamo chiacchierato e conosciuto molte persone, assaggiando contemporaneamente i vini nuovi della cantina, il sangiovese e il montepulciano. Anche noi abbiamo contribuito alla festa, proprio come si faceva ai vecchi tempi, con una bottiglia di vino cotto e una crostata di mele cotogne, finita in men che non si dica.
Poi è arrivata anche la musica e con pochi strumenti è nato subito un bel clima allegro e goliardico. Fra canti tradizionali, qualche osteria e mille risate la serata è andata avanti fino a notte fonda.
Un bel modo per festeggiare un'antica tradizione che nelle campagne marchigiane è ancora molto viva e lontana dal chiasso e dai ritmi di una città.
Dal prossimo anno, anche qui al Nascondiglio, proveremo ad organizzare un momento di festa così intenso e importante.
Siete tutti invitati!!!

Pane e tempesta di Stefano Benni

Ecco una piccola novità per il nostro blog: un libro.
Non rientra nelle normali categorie di cui ci occupiamo, ma siamo in vena di cambiamenti.
I libri sono spesso la chiave per interpretare la realtà, per comprendere meglio noi stessi e per ascoltare le parole di persone più argute di noi.
Stefano Benni è per me uno dei migliori scrittori italiani (sicuramente il migliore nel suo genere). Diverte e fa riflettere fino al profondo. Racconta la nostra storia per immagini fantastiche e come un amico saggio ci mostra quello che non sempre vediamo.
Pane e Tempesta (questo è il book trailer con i disegni di LUCA RALLI e le musiche di NICLAS BENNI) è un racconto di uno dei pochi luoghi ancora veri che viene minacciato dal finto progresso economico, dalle ruspe e dal denaro. Un luogo ove i racconti sono il pane quotidiano, dove nascono e muoiono grandi e piccoli amori, dove il più vecchio del paese è tenuto in grande conto per la sua esperienza. In poche parole, un luogo dove l'Italia si è fermata a 50 anni fa.
Correte in libreria a leggerlo, non perdete l'occasione di conoscere Stefano Benni e 'Pane e Tempesta'.

domenica 8 novembre 2009

Facciamo il punto..





Da qualche settimana l'aspetto e la funzione di questo blog sta cambiando, anche e soprattutto grazie agli stimoli degli amici e dal confronto che c'è con loro.
Naturalmente questo rimarrà il blog del Nascondiglio di Bacco, il modo per comunicare le nostre iniziative, le nostre idee e per far conoscere il comune di Offida, la provincia di Ascoli Piceno e la regione Marche.
Ma ci piace essere liberi di parlare di cose differenti, dei nostri interessi, delle cose belle che ci capitano, degli amici. Insomma, come tutti, non abbiamo solo un volto o solo una passione, e questo blog, che grazie a tutti voi che lo leggete sta crescendo sempre più velocemente, porterà sempre più novità.
Continueremo a parlare del territorio e delle nostre scoperte, ma anche di cultura, magari di libri, di film (se dovesse capitare), di natura, di persone e di gastronomia. Ma ci piace tanto anche la cucina, la fantasia, l'arte, la storia... quindi non stupitevi se troverete un numero sempre maggiore di novità e di proposte.
Perché il mondo è tanto grande che non può entrare in un solo blog, ma noi proviamo a metterci sempre più cose.


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Due esempi di novità: adesso quando leggerete i post singolarmente, troverete sotto dei link con immagine a degli articoli correlati. Potreste trovare spunti interessanti, dateci un'occhio.

Sulla destra di ogni post trovate il bottone per pubblicare l'articolo sul vostro account facebook. Fate conoscere il Nascondiglio a tutto il mondo!!!!

venerdì 6 novembre 2009

Il trionfo di Bacco e Arianna





Quant'è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!


Chi vuol esser lieto sia:
di doman non c'è certezza.




Questa è uno dei componimenti poetici che mi sono sempre rimasti in mente, fin dalla prima volta che l'ho letto al liceo.
Si tratta del ritornello de 'Il trionfo di Bacco e Arianna', un componimento di Lorenzo il Magnifico, grande signore di Firenze nel 1400 e grandissimo mecenate e amante delle arti, a cui dobbiamo in gran parte lo sviluppo del Rinascimento italiano. Il 'Trionfo' fa parte dei 'Canti Carnascialeschi' che il Magnifico scrisse per esaltare la bellezza della vita nella sua perfezione. La ricerca della gioia non è edonistica, ma è il senso profondo della vita, il motivo per cui siamo stati creati dal Signore.
Volevo condividerla con voi per spiegare in qualche modo il nome del nostro agriturismo.

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Intanto ricordate i nostri indirizzi: clicca qui per iscriverti alla nostra pagina su facebook, clicca qui per diventare fan del nostro flat coated retriever Bacco, clicca qui per votarci sul sito dei b&b italiani, ed infine clicca qui per scrivere una recensione sul nostro agriturismo su Trip Advisor.

giovedì 5 novembre 2009

Wild Shoes









La sensazione di scoprire qualcosa di nuovo è una gioia profonda, sia nelle grandi cose che nelle piccole.  Guardare un'alba o un tramonto per la prima volta oppure assaporarne il profondo significato con occhi nuovi è una capacità che bisogna saper coltivare.
Da quando siamo qui al Nascondiglio, io e Dwight cerchiamo in ogni posto e ogni giorno, qualcosa che sia prezioso e importante. Piccoli eventi, persone, passioni, ideali e idee. E incredibilmente, giorno dopo giorno, mi ritrovo davanti ad uno scrigno fatto di tanti gioielli diversi che io, pur essendo nato qui, non sapevo nemmeno che potessero esistere.
WILD SHOES è un'altra di queste gemme. Gabriele è un artigiano che ha iniziato a lavorare a bottega fin da giovanissimo e che ancora oggi fabbrica in proprio delle scarpe meravigliose. Ti accoglie nel suo laboratorio con un bicchiere di vino cotto di quello buono, fatto con le uve migliori, la passione per la tradizione, e tanto tanto orgoglio. Già il vino ti mette di buon umore.
E' lunedì pomeriggio quando arriviamo da lui e lo troviamo sulla porta del laboratorio, stanco ma soddisfatto per un fine settimana molto lungo passato in Toscana a vendere i suoi prodotti nei mercati. E' appena rientrato e nonostante questo si intrattiene con noi per un paio d'ore raccontandoci la sua vita e il lavoro da artigiano della scarpa. Ha iniziato molti anni fa, e una cosa ce la dice con la sicurezza di chi l'ha provata sulla propria pelle: per fare questo lavoro ci vuole un pizzico di pazzia e molta inventiva.
E nelle sue scarpe trovi tutti e due questi elementi. Si chiamano Wild, questo è il suo marchio. E selvagge lo sono un po' davvero. Sono scarpe con un carattere, uno stile e una raffinatezza davvero uniche. Gabriele non fa prodotti uniformi, di moda. Produce secondo un suo preciso stile. E quando vedi i suoi prodotti, non riesci a non percepire la loro bellezza. Li proveresti tutti, rimani ammirato dalla dolcezza delle forme e delle linee, dalla pulizia e soprattutto dalle rifiniture.
Gabriele spiega, anche se non sarebbe necessario, perché le scarpe le produce così bene: lui ci mette passione ed esperienza di anni di lavoro.
Lo vedi il suo laboratorio: è semplice e scarno. Pezzi impilati in fase di rifinitura. Stampi e suole, pellami di vario tipo e genere. Nell'androne della casa le scatole piene di scarpe finite e messe in bella mostra. Non ci sono altre mani che quelle della sua famiglia, sui pezzi. Tutto, dal laccio all'ultima finitura, vengono completati lì.
Usciamo dal laboratorio con la gioia di aver conosciuto un artigiano, di quelli che ce ne sono sempre pochi, qualcuno dice 'sempre di meno'. Siamo coscienti di aver assistito ad un piccolo spettacolo, quello dell'uomo che grazie al suo ingegno riesce a dare una forma ai sogni, quella di un uomo che vive attraverso la propria passione.
Ve la comunichiamo, perché ci piace far conoscere persone e passioni importanti per il nostro territorio. Quando verrete a farci visita al Nascondiglio sarà un piacere indicarvi il laboratorio di Gabriele o accompagnarvici di persona.


Ecco la novità di oggi: nella colonna qui di fianco trovate lo spazio per i lettori fissi. Per iscriversi è semplicissimo: basta cliccare sulla scritta 'SEGUI'  e andare avanti con la procedura. Sarete avvisati nel modo che preferite dei nuovi articoli e delle nuove discussioni del blog.
Iscrivetevi numerosi e commentate tutti i nostri post! Aiutateci a crescere ancora un po'!







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L'ingresso del Nascondiglio

Panorama sud del Nascondiglio

La camera n.8

La piscina del Nascondiglio

La mappa per raggiungere il Nascondiglio di Bacco

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